2014/15 corsi di Fiscalità internazionale e Economia industriale

14 workshop workshop con dott. Khan

I programmi di Fiscalità internazionale e Economia industriale di Mantovani sono stati strutturato in base alle richieste di mercato di quell’ anno,  ossia la  Ricerca universitaria applicata all’industria culturale ed in particolare si è focalizzato sulle richieste di:

  1. Ministero dell’ istruzione, dell’ università e Ricerca. 
  2. Ministero dello sviluppo economico, Ministero politiche agricole, alimentari  e forestali .  
  3. ICE 

In particolare:

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca,  Stefania Giannini, dichiara:

 ”la ricerca è un tema centrale per sviluppo e crescita, ma è necessario che la ricerca si colleghi all’industria.

Di fondamentale importanza sono i dottorati “industriali” (ossia percorsi di integrazione fra ricercatori e imprese) per potenziare l’innovazione e la ricerca che rappresentano certamente una opportunità per le tematiche del “water & food” che vedono il Mediterraneo come luogo centrale di scambio, dell’ emigrazione, del dialogo interreligioso, in un possibile scenario di integrazione [Convegno Scienza sviluppo occupazione Verso una biennale italiana della ricerca ed innovazione 2014].

2) Il Ministero dello sviluppo economico nella figura del Dott. Calenda in accordo con Ministero politiche agricole, alimentari  e forestali hanno delineato:

2a) “Piano comunicazione contro italian Sounding in particolate è stato programmato l’ introduzione di un marchio internazionale del tipo: “italian original” (nome provvisorio) che dovrebbe corrispondere con le denominazioni DOC/DOP e IGP/IGT. La diffusione internazionale di questo nuovo marchio attraverso un piano di advertising consentirà la riconoscibilità dei prodotti italiani dalle numerose imitazioni.”

2b) Il secondo punto è un Road show attrazione investimenti: ossia ci sarà una prima raccolta e sistematizzazione (per settore/tipologia) delle opportunità di investimento in Italia; la creazione di un database degli investitori internazionali: la formazione del personale e l’organizzazione in raccordo con le ambasciate d’Italia del primo roadshow globale “invest in italy” che tocchi le prime 20 piazze finanziarie mondiali”[premio ICE- Leonardo 14 luglio 2014].

3) L’istituto per il commercio estero (ICE) e Comitato Leonardo, nel loro Rapporto annuale 2014 “Made in Italy e grandi mercati: quale futuro? evidenziano la propensione per la promozione dei prodotti italiani sui mercati premium degli Stati Uniti, Giappone ed Emirati Arabi.

4) Il direttore Andrea Bairati, (Condindustria - Politiche territoriali innovazione ed education) nota che:

 “in Italia ci sono punte di eccellenza diffusa ma con il difetto di non riuscire a trasformare la conoscenza in valore economico.

La sfida culturale è quella di diffondere la consapevolezza che il mondo produttivo non si costruisce solo con la moneta ma sulla valutazione qualitativa.  Importante per le nostre aziende è aprire le porte ai giovani dottorati per un percorso non esclusivamente accademico ma “industriale”[Scienza sviluppo occupazione Verso una biennale italiana della ricerca ed innovazione 2014]

5) SIMEST “ è stata costituita per affiancare gli imprenditori Italiani nella realizzazione di iniziative imprenditoriali su nuovi mercati. Acquisisce partecipazioni nelle imprese all’estero fino al 49 % (destinato alla promozione di investimenti esteri in paesi extra UE); Dal 2011 SIMEST può partecipare fino al 49% anche al capitale sociale di imprese italiane o imprese controllate nell'UE che sviluppino investimenti produttivi e di innovazione e ricerca. Con tale attività SIMEST ha assunto il ruolo di finanziaria per lo sviluppo della competitività delle aziende italiane”(didattico fornito da SIMEST).

OFFERTA FORMATIVA CORSO

Date queste richieste di mercato la prof. Mantovani ho impostato il corso scrivendo un libro sulla tematica del Made in Italy dai contenuti multimediali (come interviste, video, testi interattivi) in relazione all’ industria culturale italiana.

Il libro è una elaborazione da:

  1. International business Economia e strategia internazionale: l’impresa nei mercati globali di C. Hill (Hoelpi 2008).
  2. Rapporto annuale 2014 Ice Premio Leonardo, Prometeia “Made in Italy e grandi mercati: quale futuro?
  3. Materiale didattico SIMEST
  4. Convegno De-industrializzazione e collocazione economica internazionale dell’Italia presentazione di Fabrizio Traù Centro Studi Confindustria 21 febbraio 2014, Palazzo Marini, Roma. 
  5. Convegno Scienza sviluppo occupazione Verso una biennale italiana della ricerca ed innovazione 8 maggio 2014 Accademia dei Lincei
  6. Libro Lezioni di economia della moda (Forte-Mantovani Giappichelli 2005) sunti ed aggiornamenti in particolare sulla parte relativa alla valutazione dei marchi essenziali per i bilanci delle imprese.
  7. Libro Mantovani MLezioni di economia pubblica dei beni culturali(2008) Torino, Giappichelli.

Le lezioni sono state supportate da seminari con esperti e tematiche di respiro internazionale come:

a) Dott. Giuseppe CavallaroUfficiale della Guardia di Finanza con il grado di Colonnello. E’ il Comandante del Gruppo Imposte Dirette e Iva del Nucleo Speciale Entrate, dove svolge innovative analisi di rischio e progettualità in prioritari, strategici e complessi settori di servizio (come la fiscalità internazionale e l’economia sommersa). seminario(29 ottobre 2014)Profili di fiscalità internazionale. L’esterovestizione. Le convenzioni contro le doppie imposizioni: La cessione e lo sfruttamento del marchio in ambito internazionale e nel mercato Usa. (collegamento con attività)

Per l’approfondimento della tematica relativa alla tutela del marchio collettivo di qualità  contro l’italian sound, si è sviluppato un modulo di insegnamento pensato per la formazione di futuri operatori economici che possono essere strategici per le aziende del Made in Italy e del Made in Calabria, ricche di prodotti tipici, unici e a volte ancora da valorizzare.

La tematica della valorizzazione del brand made in Italy è stato uno degli argomenti che la prof. Matovani ha approfonditi dal 2009, sia nei corsi, che nei seminari e convegni (2009- 2013-2014-15) e nel 2015 è stato approfondito con l’ottava edizione del seminario e workshop

b) The United Nations and other International Institutions (2014) tenuto dal Dott.  Daud KhanSenior Advisor, World Food Programme (WFP) Policy, Programme and Policy Division è nato in Pakistan ed ha lavorato per oltre 30 anni in programmi di sviluppo per le Nazioni Unite, Banca Mondiale, Fao per il settore dell’agricultural development and food security issues ha tenuto i seminari e Workshop: The United Nations and other International Institutions (2014).

c) Effetti collaterali della summer school tenuto dal Prof. Marc Kocken Regional Archaeologist in the East of the Netherlands .

d) In accordo con ICE PIANO EXPORT SUD, Camera di Commercio di Reggio Calabria si sono tenuti dei seminari congiunti presentati dal dott. Alessandro Barulli relativi all’ internazionalizzazione come scelta strategica e non come "semplice" opportunità.  (12/11/2014)

Inoltre agli studenti che seguivano il Cat-Lab  ( sezione studenti officina creativa) è stato richiesto a fine corso di produrre un bene o un servizio. Si sono prodotti: locandine, loghi, libri, video, miele biologico al bergamotto, olio di oliva, soft drink alla maracuja, cappelli, siti web ed altro.

Le attività collaterali al corso, ossia i workshop e seminari sono organizzati dal CAT-LAB , (il laboratorio di economia e management delle risorse Culturali, Ambientali e turistiche, attivo dal 2007 e diretto dalla prof. Mantovani)  e trovano il supporto dell’associazione culturale Quality life management.

RISULTATI OTTENUTI:

Il corso ha sviluppato negli studenti la curiosità di entrare attraverso l’arte e la cultura,nei mercatidi consumatori sofisticati, con alta capacità di spesa come quello statunitense. Ma come scrive il rapporto ICE/Leonardo /Prometeia: “Occorre che le imprese si attrezzino per un nuovo scenario, valorizzando nei propri prodotti quelli che sono i bisogni che guideranno gli acquisti del consumatore; valori storici che vedono nelmade in Italybellezza,status symbol, eleganza, [forza dei marchi], benessere, invecchiamento attivo,  socialità, prodotti genuini ed ecosostenibili..

La prof. Mantovani è particolarmente interessata a contrastare l’Italian soundin quanto all’ estero molto spesso vengono venduti a caro prezzo prodotti enogastronomici italiani, ma che di italiano non hanno nemmeno il packaging. Questa contraffazione non ha effetti negativi solo per l’azienda italiana in se ma per la svalutazione del marchio di qualità  made in italy.

Così per la valorizzazione del made in italy il corso si è focalizzato

a)sulle denominazione di origine per i prodotti enogastronomici

b) su lineamenti di economia del turismo.

Il porre l’attenzione sul turismo italiano potrebbe avere risvolti economici molto positivi sia per la spesa dei turisti in Italia, sia per l’educazione ai veri prodotti enogastronomici italiani, così diversi per ogni regione o località.  Il viaggiatore che voglia visitare l’Italia dovrebbe sentirsi all’ interno di un esperienza sensoriale che comprenda tutti 5 i sensi … una sinestesia italica che solamente con l’esperienza si riesce a catturare. E quest’ esperienza non è replicabile da cinesi o da altri copiatori professionisti.  Avendo così testato cosa sia  il vero made in italy anche enogastronomico i viaggiatori che rientreranno nei loro paesi d’origine non potranno fare a meno di  acquistare i “veri” prodotti italiani.

Il corso ha utilizzato il metodo di insegnamento ideato da Mantovani, denominato Teaching Fiendly che prevede tra l’altro, il cambiamento del programma d’esame in relazione alle novità tematiche internazionali del momento.

Il metodo cerca di creare un “ambiente” tale da far sì che gli studenti si sentano parte attiva dell’Università percependola come luogo d’incontro, di aggregazione, di valorizzazione delle proprie capacità e soprattutto come luogo in cui, attraverso un lavoro in team sempre alimentato, si possa esprimere concretamente la propria vocazione imprenditoriale. Il modello si struttura in base al livello culturale, di apprendimento e motivazionale dello studente con l’obbiettivo ultimo di pervenire, al termine del corso di studi, alla produzione di un bene o servizio prevedendone la relativa commercializzazione.

La prova intermedia è stata sostenuta e superata da tutti i 50 studenti con votazione media del 28,92. Solamente due studenti hanno rifiutato il voto. Ciò è un ottimo segnale per sostenere la tesi che se gli studenti sono stimolati non si accontentano del 18 vedendo l’Università come “Parcheggio” per il lavoro che non c’è,. ma percepiscono l’università come luogo di incontro, momento sociale, di sentirsi parte di uno stesso team, che ha come obiettivo comune la conoscenza degli strumenti per poter essere competitivi sui mercati internazionali.

Le frequenze alle lezioni sono state altissime con punte del 100%, nonostante i ragazzi provenissero anche da zone impervie dell’Aspromonte o dalla Locride, dove i pochi ed inefficienti collegamenti fanno perdere anche oltre 4 ore al giorno agli studenti che vedono l’università come unica strada per l’indipendenza economica senza dover sottostare a compromessi non sempre legali.

  • Programma del corso
  1. Il brand , valore e tutele
  2. La marca: Nozioni e funzioni economiche
  3. Regolamentazione e dinamica delle marche come beni immateriali
  4. La marca nei mercati dei beni culturali, turismo, film , moda, food & beverage
  5. La domanda di beni moda e le strategie dell’ offerta
  6. Teorie dei consumi : Consumi vistosi di Veblen, effetto dimostrazione di Duesenberry, beni posizionali di Hirsch, Simmel, Fluegel, Koning, Alberoni, Lyotard
  7. Cicli del prodotto e matrice di Boston per la moda
  8. Politiche economiche e fiscali per il settore moda
  9. Incentivi fiscali alle start-up

Il corso si integra con 2CFU di Scienza delle Finanze con un programma inerente i  Profili di fiscalità internazionale,  l’esterovestizione. Le convenzioni contro le doppie imposizioni. L’argomento sarà trattato con la collaborazione di un ufficiale della Guardia di Finanza esperto nel comparto.

Risultati di apprendimento attesi:

1) dare una conoscenza specifica e qualificante per una futura carriera professionale in settori produttivi calabresi, nazionali , internazionali.

2) Coinvolgere gli studenti per trasformare i valori culturali in flussi turistici e la promotion dei prodotti regionali del made in Italy a livello nazionale e soprattutto a livello internazionale con una nuova impostazione di rapporto tra il pubblico e il privato.

3) Gli studenti presenteranno versioni innovative dei marchi leader dei prodotti della regione e faranno parte integrante del laboratorio CAT LAB, laboratorio di Economia e management delle risorse Culturali ambientali e turistiche -diretto dalla stessa professoressa-  che si propone di agire da start-up per queste nuove forme di collaborazione fra pubblico e privato.

Video prodotto dallo studente Falcomatà.